Domenica scorsa, 29 Luglio, mi chiama un amico dicendomi che sarebbe stato un peccato mancare ad un revival di auto storiche in quel di Bobbio.
Valutate voi se ne è valsa la pena andarci.

Inizio la carrellata con un’auto che NON è certo nella classifica delle mie preferite, ma siccome è esemplare unico al mondo, mi è sembrato giusto rendervi partecipi (per chi già non lo fosse) di questa novità.
La “Brivido” è un prototipo presentato da Giugiaro a Ginevra, meccanica Volkswagen, ibrido, V8 3000+elettrico = 300 Cv.
Avveniristica non c’è dubbio, scenica pure, ma non fa per me. Oltretutto con un chiaro richiamo posteriore all’Alfa GTV. Sbaglio?









Qui invece si cambia registro, ora si parla di roba seria.
La GT40 gialla che vedete sotto è, tranne il colore, originale. Una delle poche.
Ho fotografato anche la targhetta rivettata dietro il sedile pilota (guida a destra), con nr. Motore e Telaio che sembrano confermare quanto mi è stato detto dal proprietario.
Non c’è VIN sotto il parabrezza.
Non c’è il sedile passeggero.
L’ha usata per la gara (non competitiva) l’amico di cui al punto prima (Beppe Gabbiani, per chi lo ricorda ex F1 anni ’80). Solo a lui (o personaggi simili) il proprietario avrebbe potuto affidarla per la scampagnata domenicale.
Dopo averla sentita in moto ed aver fatto un 2+2 mentale, penso che io avrei avuto qualche problema ad usarla.
Qui non c’è nessun tipo di elettronica che ti possa aiutare. Qui son cazzi.
Io di fronte a questa auto rimango sempre senza parole. Sarò un nostalgico, ma sentir girare il suo nervoso V8, mi provoca sempre brividi ed emozione infantile.
E i suoi 40 pollici di altezza, fanno sembrare la mia Mini un “Double Decker” Inglese.

















Questa blu invece, sempre GT40, a quanto mi è stato riferito, non è originale.
A me andrebbe bene ugualmente, ma se si pretende l’originalità…
Alcuni dettagli sono chiaramante diversi, ma per ignoranza mi fermo a testimoniare solo fotograficamente le diversità dalla gialla.







E poi Lei.
Questa non è Americana o pseudo tale, ma và bene lo stesso, valuto la linea.
Per me rimarrà, in eterno, una delle migliori realizzazioni umane nel campo dell’arte pura.
La Miura.
Già il nome basterebbe a provocare erezione. Era la metà degli anni ’60.






Infine un’Alfa. Ma da intenditori.
Portata a Bobbio dal già noto Giacomelli (anche lui ex F1 dei gloriosi anni ’80), è una delle poche 8C originali. Scuderia Ferrari quando ancora Enzo non aveva fondato la sua “Scuderia”.
Stiamo parlando di un’auto della metà degli anni ’30, 8 cilindri in linea, turbo.
Fate caso al dettaglio: quel salsicciotto sul lato sinistro (ma c’e ne uno anche a destra) è un radiatore dell’olio.
Difficile da credere, ma anni dopo, l’Alfa precipiterà in un burrone producendo robe tipo Arna e Alfa90. Incredibile come si possa cadere in basso.
Buona visione.